L'acquario di Genova è il più grande acquario italiano e il secondo in Europa, dopo quello di Valencia, in Spagna.
Si trova a Ponte Spinola, nel cinquecentesco porto antico di Genova.
È stato inaugurato nel 1992 in occasione delle Colombiadi, ovvero della Expo celebrativa del cinquecentesimo anniversario della scoperta dell'America; successivamente è stato a più riprese ampliato. Al momento della sua inaugurazione era il secondo Acquario più grande al mondo.
Il percorso di circa 2 ore e 30 minuti si snoda su una superficie totale di 9.700 metri quadrati. Il corpo originario (39 vasche) prevede un percorso in mezzo a vasche che ospitano pesci e moltirettili, e ricostruiscono gli ambienti naturali originari delle singole specie con evidenti finalità didattiche.
Di particolare pregio sono le tre grandi vasche che ospitano rispettivamente delfini, squali e, la terza, foche e tartarughe oltre a innumerevoli altre specie ittiche.
L'ampliamento dell'acquario è avvenuto sfruttando gli spazi dello scafo di una nave (denominata Nave Italia) che ospita una grande quantità di vasche aperte.
In molte di esse il visitatore può immergere le mani e toccare direttamente i pesci. Non vi sono solo specie marine, ma anche animali di foreste pluviali o di acqua dolce.
L'acqua dell'acquario è prelevata al largo della costa ed è stabulata in quattro cisterne situate a lato dei due piani. L'acqua viene depurata e disinfettata, quindi immessa nelle vasche, tutte fornite di impianti di filtrazione meccanici e biologici.
Quello di Staglieno è il cimitero maggiore di Genova ed è anche uno dei più importanti cimiteri monumentali d’Europa. Tra i suoi viali e le sue gallerie hanno trovato sepoltura diversi personaggi, tra i quali spiccano per la loro importanza Giuseppe Mazzini, uno dei padri della Patria, Ferruccio Parri, che fu presidente del Consiglio e partigiano, Michele Novaro, il compositore che musicò l’Inno d’Italia, i garibaldini Nino Bixio e Antonio Burlando, l’attore Gilberto Govi, il massimo esponente del teatro dialettale ligure, il famosissimo cantautore Fabrizio De Andrè, l’architetto Stefano Canzio, la scrittrice Fernanda Pivano, il pittore Federico Sirigu e la moglie di Oscar Wilde. All’interno del cimitero monumentale di Staglieno si possono ammirare numerose sculture che rappresentano nel loro insieme i linguaggi artistici di oltre un secolo: dal Neoclassicismo al Realismo passando poi per il Simbolismo, il Liberty ed il Decò. Tra gli artisti che hanno realizzato questi capolavori sono da citare Augusto Rivalta, Lorenzo Orengo, Giulio Monteverde, Santo Varni, Domenico Carli, Federico Fagiani, Piero Costa, Eugenio Baroni e Edoardo De Albertis. Il Cimitero di Staglieno oltre ad essere un luogo dedicato alla memoria, può anche essere considerato un vero e proprio museo a cielo aperto.
Dal 2004 Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Tursi – le tre storiche dimore di proprietà comunale nella cinquecentescaStrada Nuova - costituiscono un unico percorso espositivo consacrato all’arte antica, i Musei di Strada Nuova: Palazzo Rosso , storica dimora dei Brignole Sale, e Palazzo Bianco , prestigiosa pinacoteca, sono dalla fine dell’Ottocento aperti al pubblico; Palazzo Tursi è sede dell’Amministrazione Comunale cittadina ma, per volontà della stessa, destinato anche a uso culturale, museale e di alta rappresentanza.
L’unione dei tre palazzi in un continuo percorso di visita, nel quale ogni edificio mantiene le proprie specifiche caratteristiche storiche e di collezione, ha così trasformato la cinquecentesca Strada Nuova (via Garibaldi) in una vera e propria “strada-museo”, capolavoro della cultura architettonica e abitativa genovese e sede di una istituzione culturale unica per dimensioni, caratteristiche, qualità e prestigio.
I Musei di Strada Nuova offrono al pubblico servizi di caffetteria e bookshop e, nell’Auditorium di Palazzo Rosso, possono ospitare dibattiti, convegni e mostre temporanee.
L’intero asse viario di Strada Nuova, quartiere residenziale dell’aristocrazia genovese, è unico al mondo per qualità urbanistica e architettonica. La sua straordinaria connotazione monumentale suscitò sempre stupore da parte dei visitatori, italiani e stranieri; per il pittore Pietro Paolo Rubens i suoi edifici divennero addirittura un modello di civiltà abitativa da proporre ai contemporanei. I suoi palazzi, per gli scenografici atri, i saloni affrescati, i giardini, i ninfei monumentali e le collezioni d’arte, sono stati riconosciuti dall’UNESCO “Patrimonio dell’Umanità”.
Dal 1339 residenza dei Dogi è sede d’eccellenza di grandi eventi e attività prestigiose.Il Palazzo Ducale di Genova è uno dei più prestigiosi simboli della città. La sua costruzione fu avviata nel 1298 quando Genova afferma la propria potenza economica in tutto il Mediterraneo e nel nuovo edificio venne inglobato anche l’attiguo Palazzo Fieschi, acquistato dalla Repubblica nel 1294; parte della costruzione medievale è ancora visibile e ad essa appartiene anche la “Torre del Popolo”, detta anche la Grimaldina.Nel corso dei secoli XIV e XV al Palazzo vennero aggiunte nuove costruzioni; nel XVI secolo al Palazzo venne conferita una nuova fisionomia che si ritenne più adeguata di quella medievale ad accogliere ed esaltare il posto della nuova Repubblica Oligarchica; nel 1591 l’architetto ticinese Andrea Ceresola, detto il Vannone, venne incaricato di ricostruire il Palazzo: ne risultò un “complesso monumentale” caratterizzato dal grandioso atrio fiancheggiato da due cortili porticati, dall’ampio scalone, che conduce dall’atrio alle logge del piano nobile, dagli ambienti di rappresentanza e dagli appartamenti del Doge con annessa cappella.La decorazione degli ambienti era anch’essa funzionale a celebrare le glorie genovesi. Restaurato dopo l’incendio del 1777, il ticinese Simone Cantoni introdusse nel Palazzo elementi neoclassici; oggetto di interventi diversi nel secolo XIX e agli inizi del XX secolo, il Palazzo ha ritrovato l’antico splendore grazie ad una complessa opera di restyling ed è stato aperto alla città il 14 maggio 1992: con i suoi 300.000 metri cubi di volume ha costituito il più esteso restauro realizzato in Europa. Fulcro pulsante della vita culturale della città accoglie splendidamente grandi eventi, mostre ed iniziative di qualità, e si anima anche di spazi commerciali e di intrattenimenti.
Il mare è protagonista assoluto di un museo innovativo e spettacolare nel cuore del porto: con i suoi 10.000 mq di spazi espositivi è il più grande museo dell'area mediterranea dedicato al mare. La struttura riflettente del Galata fa pensare immediatamente alla trasparenza dell'acqua.Chi lo visita compie uno straordinario viaggio nel tempo: dalla galea ai transatlantici!
Ripercorrerà, e proprio negli ambienti dell’antico Arsenale della Repubblica di Genova, la storia della navigazione dal remo alla vela, dai piroscafi a vapore alle lussuose navi da crociera.Un viaggio nel tempo, del resto, è suggerito già dal nome: Galata era l’antico quartiere dei genovesi a Bisanzio, l’attuale Istanbul. Il Museo, che combina in modo altamente spettacolare tradizione e innovazione tecnologica, è organizzato su 4 piani. Il tutto comprende diciassette grandi sale, ricostruzioni di ambienti portuali e cantieri, postazioni multimediali, spettacolari effetti sonori e visivi; integrano la ricca esposizione di strumenti nautici, atlanti, carte nautiche, armi e quadri antichi. Tutto questo è sotto gli occhi del visitatore in un Museo unico, e pensato proprio per offrire a tuttiuna visita istruttiva e divertente al tempo stesso: il vistatore può trasformarsi in “Visit-attore”, dato che al Galata lo spettacolo accompagna il pubblico sempre ed ogni giorno è una novità.Siete curiosi di scoprire com’era il porto di Genova nel XVI secolo?
Siete mai saliti a bordo di una galea?
Sapete cosa vuol dire affrontare una tempesta su una baleniera al largo di Capo Horn?
Avete mai attraversato i sette mari camminando su un tappeto magico?
Vi siete mai trovati faccia a faccia con veri pirati?
Avete mai ascoltato il canto delle sirene?
Sapete com’era la vita a bordo di un brigantino?
Volete sapere di più su Genova come porto di partenza degli emigranti italiani?
Volete emozionarvi davanti al transatlantico Rex, il famoso vincitore del Nastro Azzurro?
Volete sognare ad occhi aperti davanti agli "Yachts portraits" della Collezione di Beppe Croce?
Non sapete nulla del mare, oppure del mare sapete già tutto ma volete saperne ancora di più?Venite a Genova, che il Galata vi aspetta!
Tutti i week-end sarà possibile visitare il centro storico di Genova, alcuni dei suoi Palazzi Rolli, entrati a far parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO, le Botteghe Storiche, il Porto Antico e il Castrum.... Scopri anche tu il fascino della città antica. Lasciati guidare per gli stretti “caruggi” (viuzze) del centro storico più vasto d’Europa alla scoperta delle sue mille curiosità, dei suoi tanti misteri e del patrimonio architettonico rappresentato dai Palazzi dei Rolli, entrati a far parte del Patrimonio dell’Umaità UNESCO. Curiosa anche tu all’interno delle botteghe ultracentenarie della città antica, in compagnia delle nostre guide ..... Lasciati guidare alla scoperta del primo insediamento urbano della città(Castrum) risalente al periodo dei Romani e degli Etruschi. Perditi nei vicoli della “rive gauche”, la parte più antica della città, tagliata in due da Via S. Lorenzo.
Orari delle visite “Il centro storico e i Palazzi Rolli, patrimonio UNESCO”:
Sabato ore 10.00: visita guidata in lingua italiana e inglese
Sabato ore 14.30: visita guidata in lingua italiana e spagnola
Domenica ore 10.00: visita guidata in lingua italiana e francese
Partenza di tutte le visite guidate dall’area del Porto Antico, presso l’info point di fianco alla biglietteria dell’Acquario. Prezzi:
Biglietto intero: € 12,00
Minori di 12 anni: gratis
Eretta intorno al 1098, ampliata nei secoli, solenne e preziosa custodisce le Ceneri di San Giovanni Battista, patrono della città. Splendidi il Museo del Tesoro e il Museo Diocesano.
Gli scavi dentro la Cattedrale hanno restituito muri e pavimenti di epoca romana e, sotto il sagrato, sono stati ritrovati sarcofagi precristiani che lasciano supporre l’esistenza di un cimitero pagano. Sull’area è stata, in seguito, edificata una basilica, luogo di culto dei primi cristiani.
Nel IX secolo la chiesa di S. Lorenzo, esistente già dal V-VI secolo, affiancò prima e sostituì poi, nella funzione di cattedrale, la basilica dei Dodici Apostoli, l’originale domus episcopale che, già nel VI secolo, era dedicata a San Siro, vescovo di Genova.
Il trasferimento della cattedrale favorì l’urbanizzazione della zona che, con la costruzione delle mura, nel 1155, e la fusione dei tre antichi nuclei urbani (castrum, civitas e burgus) divenne il cuore della città.
Il sagrato di S. Lorenzo, in una città senza piazze e priva di sede per il potere laico, è stata, per tutto il Medioevo, l’unico spazio pubblico: gran parte della vita politica e civile aveva qui un naturale palcoscenico.
La consacrazione a cattedrale, di Papa Gelasio II nel 1118, segnò l’avvio della sua ricostruzione in forme romaniche; i fondi per i lavori arrivarono da Crociate, altre imprese militari e tasse comunali.
Dal 1133 la chiesa è di rango arcivescovile. Dopo l’incendio del 1296, provocato da lotte tra Guelfi e Ghibellini, l’edificio fu in parte restaurato e in parte ricostruito.
Tra il 1307 e il 1312 è stata completata la facciata e sono stati rifatti i colonnati interni con capitelli e falsi matronei, preservando le strutture romaniche, ancora in buono stato, e affreschi a soggetto religioso.
Diversi altari e cappelle sono stati eretti tra il XIV e il XV secolo. All’anno 1455 risale la piccola loggia sulla torre nord-est in facciata e al 1522 quella opposta, in stile manierista.
Nel 1550 l’architetto perugino Galeazzo Alessi, su ordine delle magistrature cittadine, progettò la ricostruzione dell’intero edificio, ma eseguì solo la copertura delle navate, il pavimento, la cupola e la zona absidale: la costruzione terminò nel XVII secolo.
Un restauro, dal 1894 al 1900, conservò il duomo e valorizzò le parti medievali, che ancor oggi lo contraddistinguono.
Il Museo è nel pieno centro di Genova a circa 200 mt da piazza De Ferrari, in salita Dinegro 7 (da Salita Santa Caterina), telefono 010-5536711 Il Museo è aperto mercoledì e giovedì dalle 13.00 alle 19.00, il sabato dalle 10.00 alle 19.00 e la domenica dalle 10.00 alle 14.00 fino ad un'ora prima della partita allo Stadio Luigi Ferraris di Marassi (lunedì, martedì e venerdì chiuso).
Il prezzo dei biglietti interi è di 7 euro;
ridotti 4,50 per ragazzi sotto i 12 anni, over 65 e disabili,
ma soprattutto, considerando l'enorme mole di video e cimeli da vedere e quindi la necessità di parecchie ore per poter "gustare" il tutto, la possibilità di acquistare una card con 3 ingressi a 15 euro, oltre alla possibilità di acquistare biglietti integrati per visitare il Museo del Genoa insieme all'Acquario o al Galata Museo del Mare.